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Taralli sugna e pepe

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I taralli sugna e pepe, protagonisti dello street food partenopeo, di quelle sere d’estate a Mergellina, consumati con una birra fredda guardando il mare. Un sempre-presente anche nelle panetterie, nei forni del napoletano e dell’area vesuviana. E’ sempre lì, tutti i giorni, ad aspettarti dietro il vetro del bancone. Uno sopra l’altro, depositati con cura e precisione, come a costruirne una torre, una accanto all’altra.

Un odore intenso quello dei taralli sugna e pepe sfornati, che si destreggia senza eguali tra i già tanti profumi dei forni e finisce sempre per conquistarti, facendoti tornare a casa con quel sacchetto di carta e l’aria soddisfatta e innamorata. Ma non è solo sapore, è anche storia…e quando si parla di storia, Napoli va sempre a braccetto col suo cibo, che ne racconta le vicissitudini, i periodi di guerra, la fame, le rivolte e il suo eterno rialzarsi. Non si hanno notizie certe sulla nascita dei taralli sugna e pepe a Napoli, ma grazie a quanto riportato da Matilde Serao nel “Ventre di Napoli”, è certo che nel 700 napoletano i fornai mettevano insieme gli avanzi della pasta lievitata e lo strutto di maiale (la ‘nzogna nel dialetto napoletano), il tutto spolverato col pepe e attorcigliato su se stesso, simile ad una piccola treccia chiusa a forma di cerchio, con lo scopo di produrre qualcosa che potesse sfamare quei borghi affamati e affollati a due passi dal mare.

Qualche decina di anni dopo furono aggiunte anche le mandorle, donando ai taralli sugna e pepe un sapore eccezionale. Oggi sono molti i posti dove è possibile comprare e mangiare i taralli sugna e pepe, dai chioschi di Mergellina, ai negozi dello street food lungo i Decumani, nei mercati partenopei come la Pignasecca, Porta Nolana e Forcella, senza screditare centinaia di panetterie in tutta la provincia che ogni giorno sfornano quantità industriali di taralli sugna e pepe. Negli ultimi tempi il tarallo è sempre più presente in location giovanili e alla moda, come i locali del brunch e i bar per l’aperitivo, dove i taralli accompagnano splendidamente un drink.

Tempo fa invece non era la persona ad “andare dal tarallo”, bensì il contrario, nel senso che i taralli sugna e pepe erano venduti dal cosiddetto “Tarallaro”, un venditore ambulante che andava in giro con una cesta, nota come “a sporta do tarallaro”, oggi termine utilizzato nel dialetto partenopeo come sinonimo di un qualcosa dove tutti ci mettono le mani e se ne servono a proprio piacimento.

Resta evidente quindi che i taralli sugna e pepe sono un pezzo di street food partenopeo che non deve assolutamente mancare in una visita turistica a Napoli e che sicuramente resta piacevole anche per noi del posto, che non ci facciamo mai mancare il piacere di assaggiare questa bontà.


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